mercoledì 2 novembre 2011

lavori in corso

sulle note di:
Anche per te (Lucio Battisti)



Pessimo risveglio. Mi sorprendo ancora ad analizzare quanto accaduto, a far bilanci su investimenti, ricavi, guadagni di una storia appena terminata. Mi sento come se non avessi fatto altro tutta la notte. Invece ho dormito come un narcolettycosaurus in letargo, o come un bimbo al quale nessuna bimba ha ancora mai messo a soqquadro l’esistenza.

La menata é che non posso ancora voltare pagina. Devo necessariamente trarne un insegnamento, una lezione di vita; devo capire quanto della rottura sia dovuto alla mia gestione, e quanto invece ai limiti della mia adorabile pasticciona. Cosí alle quattro e mezza del mattino mi ritrovo giá sotto la doccia a riflettere intensamente, interrogando con lo sguardo le goccioline di acqua che scivolano sui vetri, o il vapore che corre verso l’alto, o la spazzola per la schiena, nella speranza di ricevere un suggerimento da oggetti inanimati che, se fossero dei veri amici, rivelerebbero la loro natura di cartoons e mi toglierebbero dagli impicci.

Invece niente. Il flacone* di pino silvestre doccia schiuma, nonostante la sua forma sapiente e originale, chiuso nel suo mutismo non é di grande aiuto, e a meno di un clamoroso colpo di genio della boccetta di olio di mandorle dei provenzali, dovró cavarmela da solo.


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* in origine bottiglia (vedi commento)

5 commenti:

Bloomy Ravelstein ha detto...

Un mio caro amico sostiene che gli eventi della vita si dividano in due categorie: una che non ci consente in nessun modo di intervenire per modificare la situazione e una in cui non solo è consentito il nostro intervento ma viene addirittura richiesto in massima misura. Continuando, il mio caro amico sostiene anche che siano gli eventi del secondo tipo a restare nelle nostre vite nel tempo. Quasi a dire: laddove puoi fare, è il caso che tu resti a far qualcosa, o a dare, qualcosa, e anche quindi a prendere, qualcosa. Laddove invece la vita mostra i suoi muri più alti, forse è il caso di iniziare a chiedersi fino in fondo quanto è necessaria quella situazione nella nostra vita, e quanto no. Per concludere il mio amico asserisce: è necessaria solo la situazione che può farci crescere in qualche modo. Mesi fa questa visione delle cose mi offrì qualche interessante spunto di riflessione.
Sperando che le teorie del mio caro amico possano esserli utili quanto lo sarebbero stati una spazzola o un flacone di sapone parlanti, la saluto cordialmente.

uno ha detto...

di contanto saggio commento, vi rubo necessariamente la parola flacone, che stamattina proprio non mi veniva ;)

Bloomy Ravelstein ha detto...

Ero certa di poterle essere utile in qualcosa ;)

uno ha detto...

non immaginate quanto, amica mia.
e nemmeno ve lo dirò.

:)

Bloomy Ravelstein ha detto...

:9